Il 2025 è il turno del Giappone. Dopo anni di progettazione e realizzazione, il 13 aprile 2025 sull’isola artificiale di Yumeshima sono state ufficialmente aperte le porte di Expo 2025 Osaka.
Per il paese del sol levante si tratta della sua seconda esperienza, perché la prima si tenne sempre ad Osaka nel 1970, la quale fu anche la prima esposizione internazionale tenutasi in Asia. Il Giappone si presentò a quell’appuntamento come un paese in forte crescita economica, desideroso di recuperare i gravi danni subiti nella Seconda Guerra Mondiale.

Con un tema ambizioso, “Progettare la società futura per le nostre vite” (Designing Future Society for Our Lives), l’Expo 2025 si propone come un laboratorio globale per esplorare soluzioni sostenibili alle sfide che ci attendono. In questo scenario avveniristico, l’Italia è presente con un padiglione che è un inno alla sua identità, dove arte, innovazione e natura dialogano in perfetta armonia.
Il tema del Padiglione Italia è “L’Arte Rigenera la Vita”. Progettato dall’architetto Mario Cucinella (MCA – Mario Cucinella Architects), il padiglione è una reinterpretazione moderna della Città Ideale del Rinascimento, con il suo teatro, i portici, la piazza e il giardino all’italiana, luoghi tipici dell’identità urbana e sociale dell’Italia che tornano a essere il cuore pulsante della vita sociale. In questa visione, due elementi spiccano come simboli della cultura italiana del verde: il giardino all’italiana e l’orto.

Il Giardino all’Italiana è il luogo simbolo dove geometria e natura si intrecciano e all’Expo lo fanno sul tetto del mondo. L’aspetto principale del giardino all’italiana è l’eleganza, che si contraddistingue dall’ordine e la simmetria date da un continuum di forme geometriche. Al Padiglione Italia, i visitatori possono immergersi in un’esperienza unica, districandosi tra le vie di un affascinante giardino all’italiana, che è una rielaborazione contemporanea del classico labirinto. Progettato secondo un disegno geometrico e preciso, questo spazio è un perfetto esempio di come la razionalità umana possa dialogare con l’originalità organica della vita.
Piante, ars topiaria e architettura inseriscono in un percorso che bilancia magistralmente naturale e artificiale. Non è solo uno spazio verde, ma una dichiarazione filosofica: la bellezza nasce dall’equilibrio, dall’ordine che l’uomo imprime alla natura senza soffocarla, ma esaltandone le forme. È la celebrazione del giardino come opera d’arte, un luogo pensato per la contemplazione e la meraviglia, un caposaldo del nostro DNA culturale.

Accanto all’eleganza formale del giardino, il Padiglione Italia dà spazio a un altro cuore pulsante della nostra tradizione: l’orto. L’allestimento scenografico “Gli Orti Italiani”, curato da FederUnacoma, presenta alcune delle coltivazioni tipiche del Belpaese, ma con una storia speciale: queste verdure, infatti, sono coltivate in Giappone grazie al “Progetto delle verdure italiane di Yakage Town”.
“Nato dal dono del sole e dal legame con l’Italia” è lo slogan di questo progetto. Yakage è una cittadina della prefettura di Okayama, la quale era stata designata come villaggio di accoglienza per gli atleti italiani partecipanti alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Purtroppo, la pandemia da Covid-19 impedì ogni contatto diretto, ma in segno di ospitalità e vicinanza, gli agricoltori locali decisero di coltivare ortaggi tipici del Bel Paese, che vennero inviati direttamente agli sportivi. Dopo le olimpiadi e paraolimpiadi, grazie al progetto “Legacy”, hanno continuato a coltivare verdure italiane. Così è nato il progetto che oggi rivive all’Expo di Osaka, dove si possono ammirare delle bellissime piante orticole tipicamente italiane e coltivate in Giappone, a dimostrazione di un forte gesto di amicizia diventato una vera e propria filiera di ortaggi italiani “made in Japan”, dal radicchio al broccolo romanesco. L’orto dell’Expo di Osaka non è quindi solo una vetrina di prodotti, ma il simbolo di una sinergia tra culture e di un nuovo modo di intendere lo spazio produttivo, funzionale, ma anche esteticamente curato, al fine di offrire un “paesaggio” da ammirare e da vivere.

L’esperienza del Padiglione Italia a Expo 2025 ci ricorda una lezione fondamentale: il paesaggio italiano, così ammirato nel mondo, è tanto un dono della natura quanto il frutto di un’imponente opera dell’uomo. È il risultato di secoli di interazione tra ambiente, agricoltura e design, dove la sapienza agronomica e la cura del territorio hanno modellato scenari di una bellezza unica.
In Italia, la cultura del verde non ha mai tracciato confini netti tra estetica e funzionalità. Il giardino all’italiana e l’orto, spesso percepiti come mondi distinti, in realtà conservano una matrice in comune, in quanto, i primi giardini all’italiana erano dotati di orti. Quest’ultimi, poi, sono stati via via eliminati dalla progettazione del giardino, ma hanno conservato lo stile ordinato, pulito e dall’alto valore estetico, diventando così due espressioni complementari della stessa sensibilità: quella tutta italiana di coltivare la bellezza.
Questo equilibrio tra utilità e grazia non è solo memoria storica, ma una lezione attuale per affrontare le sfide della sostenibilità.
Progettare oggi significa riscoprire questa tradizione, reinterpretandola alla luce delle esigenze contemporanee. Un orto può essere un luogo esteticamente curato, in grado di educare, nutrire e rigenerare; un giardino può includere piante alimentari o medicinali, diventando parte attiva del benessere quotidiano.
La sostenibilità del futuro, infatti, non dipenderà solo dalla tecnologia, ma dalla nostra capacità di pensare e progettare in modo integrato. Creare spazi verdi che siano belli, funzionali e in armonia con la natura è un atto culturale prima ancora che tecnico. È questo il principio che guida ogni nostro progetto: coltivare luoghi in cui l’uomo possa vivere in equilibrio con il paesaggio, trovando bellezza anche nella semplicità di un frutto maturo o nell’ombra di una siepe ben disegnata.

