Nel cuore dell’inverno, fino a qualche decennio fa, neve e ghiaccio erano una certezza; negli ultimi anni, invece, le temperature registrate hanno mostrato medie decisamente più miti.
Quest’anno, però, il mese di gennaio ci ha riportati indietro nel tempo regalandoci il grande spettacolo della galaverna, che dalle nostre parti prende il nome dialettale di “sisara” e in altre località quello di “brosima”, ovvero una spessa brina ghiacciata che sembra una nevicata di cristalli di ghiaccio.
Tutto il paesaggio si veste di bianco e, quando le giornate diventano limpide, l’azzurro del cielo si riflette su quella distesa candida, creando un’illusione che richiama un paesaggio fiabesco.
In pianura la neve cade poco, ma grazie a questa “brosima” è possibile avere un effetto di pari bellezza. Inoltre, questo ghiaccio ha un ottimo effetto sterilizzante sul terreno, contribuendo ad allontanare una serie di insetti alloctoni e quindi potenzialmente nocivi. La lezione del freddo non si limita agli insetti, ma si estende anche al mondo vegetale: scompariranno molte malerbe che negli anni precedenti riuscivano a resistere al gelo e che, già a marzo, si presentavano mature e pronte a diffondere i propri semi. Grazie alle gelate, dunque, potremo risparmiare parte del lavoro di pulizia delle infestanti.
Di contro, se nel giardino sono presenti piante poco resistenti alle temperature rigide, capaci di scendere sotto lo zero, e prive di adeguata protezione, potremmo averle perse. D’altronde, le piante andrebbero sempre scelte in base al clima e al terreno in cui devono vivere. Si può approfittare di qualche angolo un po’ riparato e migliorare il suolo aggiungendo un terreno adatto, ma sempre entro certi limiti, perché il clima è ciclico, cambia e prima o poi tende a ritornare.
Per sfruttare un bell’effetto ornamentale del nostro inverno possiamo usare le graminacee, che anche con il gelo danno tantissima soddisfazione. Non bisogna mai tagliarle a dicembre o gennaio, perché il loro periodo di potatura ideale è tra febbraio e marzo, dunque, se posso, aspetto il più possibile e le poto quando vedo i boccioli dei narcisi per non trovarmi con un giardino vuoto.

Alcune graminacee si possono non potare mai, come la Muhlenbergia capillaris, una sempreverde dalle foglie sottilissime lineari arcuate, che si sfoltisce solo se necessario. Come molte graminacee, dopo tanti anni dall’impianto, potrebbe aver bisogno di una “svecchiata”, ma si tratta di una manutenzione extra da valutare.
Un’altra pianta che mi colpisce profondamente, sia d’inverno sia nelle condizioni più gelide, è la rosa. Le rose sono arbusti che fioriscono copiosamente a maggio, ma la bellezza di un bocciolo ghiacciato a gennaio, mentre il sole diffonde un’intensa luce fredda, sorprende e incanta: è in quel momento che si percepisce tutta la forza dei fiori temerari come lei.

Le conifere nane accentuano le loro colorazioni con il freddo, ma non è di certo la galaverna a farle diventare più belle, come il Cornus sanguinea: i suoi colori invernali non hanno bisogno del gelo per farsi notare, e di certo sono sempre tra i migliori protagonisti di gennaio.
Il gelo sottolinea le forme dei rami e delle erbacee secche, di queste ultime io amo moltissimo gli Aster, soprattutto quando i loro capolini gelati si trasformano in piccole stelline bianche, che vengono ben evidenziate dal fogliame che oramai è diventato marrone scuro.
Tra i sempreverdi, con l’effetto della galaverna, diventano ancora più eccezionali le felci. Sono specie che non necessitano di grandi descrizioni: ne utilizzo molte varietà, ma la Dryopteris filix-mas rimane, a mio avviso, la più semplice e al tempo stesso la più bella. Ciò che spesso si ignora è che le felci hanno una crescita molto lenta; per questo conviene acquistarle già di buone dimensioni, se si desidera avere fin da subito piante mature e piacevoli da ammirare.

Tra le piante piccolissime, quando scende il gelo, alcune succulente da roccioso ci regalano un mini paesaggio da sogno fatto di molteplici colori e forme. Può sembrare strano, ma in realtà sono molte le succulente che resistono a temperature sotto zero; per la maggior parte si tratta di sedum e semprevivo, o comunque di incroci che derivano da loro.
Come sempre, le piante ci trasportano in una dimensione tutta loro, un angolo di favola che amo dipingere. La natura ci offre infinite possibilità e con il giardinaggio possiamo metterle in atto!
Anna


