Negli ultimi anni ho osservato una tendenza al rialzo estremo delle temperature tra il mese di giugno ed il mese di luglio, ed è proprio in questo periodo che gli effetti negativi del gran caldo si notano sul fogliame di alcune piante.
Molte di queste specie richiedono un’esposizione in pieno sole e, se collocate sotto gli alberi, fioriscono meno. Ne è un esempio l’Hemerocallis hybrida a grandi fiori: gli esemplari esposti al sole hanno regalato una fioritura molto abbondante nel mese di giugno, ma ora sono a fine ciclo vegetativo, presentando fogliame secco alla base e una fioritura ormai ridotta; i fiori rimasti conservano tutta la loro bellezza, ma nel complesso la pianta appare meno ordinata.
Nelle due foto che seguono potete fare il confronto tra due piante di Hemerocallis: la prima a fiore rosso prende sole dalle 8 del mattino sino alle 17, mentre la seconda a fiore arancio prende sole dalle 16 fino al tramonto. Nella prima si vede che la pianta ha prodotto moltissimi steli da fiore e si presenta in disordine per il troppo sole ricevuto, mentre la seconda ha prodotto pochi steli, i fiori sono più freschi e la pianta non ha foglie secche da riordinare.

Ho preso come esempio l’Hemerocallis perché è una pianta che compare frequentemente nei miei post estivi: i fiori di questa pianta sono bellissimi e per tutti i gusti, perché si propongono in colori e forme diversi. Inoltre, sottolineo spesso il fatto che questa pianta necessita generalmente di poca manutenzione, ma in un clima di estremo caldo come questo, ha la necessità di essere ripulita dal fogliame secco – ma solo un paio di volte in tutta l’estate.
Esistono anche altre perenni con dinamiche simili. Un’aiuola, però, deve essere progettata in modo preciso per mantenere un aspetto equilibrato in ogni stagione. Una composizione basata solo su specie che, a pieno sole, presentano questo tipo di criticità sarebbe un problema e quindi poco efficace sul piano estetico. Per questo le Hemerocallis devono essere mantenute in ordine a fine giugno, mentre le echinacee sono in piena fioritura e le salvie ornamentali, come la Salvia ‘Black and Blue’, iniziano ora a esprimere il loro massimo. In questo modo lo sguardo viene naturalmente attratto dagli elementi in piena forma, mentre le Hemerocallis in fase di riposo risultano meno evidenti.

A volte esistono soluzioni che permettono di prevenire le difficoltà e di gestire meglio le criticità. Altre volte, però, è necessario anche saper accettare le condizioni climatiche e adattarsi a esse.
Oltre al caldo estremo di inizio estate, con l’arrivo delle piogge si registrano sempre più spesso episodi di grandine. Dalle mie osservazioni ho constatato che giugno è uno dei mesi più esposti, con effetti che spesso penalizzano le ortensie proprio all’inizio della fioritura.
In ambito di giardinaggio, si tratta di un fenomeno al quale non è possibile opporsi direttamente; l’unico intervento possibile è una potatura mirata, eseguita in modo corretto e professionale. In questa fase, infatti, la pianta è ancora in pieno sviluppo e una gestione accurata può consentire una nuova fioritura ad agosto, magari meno abbondante, ma sufficiente a ripristinare l’equilibrio estetico del giardino.
Un’altra criticità tipica del periodo estivo è rappresentata dalle patologie fungine. Non essendo un agronomo, posso offrire solo osservazioni da giardiniere naturalista, ovvero un giardiniere che osserva la natura cercando di comprenderne i meccanismi e svelarne i segreti per interpretarli e migliorarli. Un fattore determinante nella prevenzione dei funghi è la circolazione dell’aria: favorire il movimento dell’aria significa creare spazi adeguati tra le piante. In alcune zone in cui vivo, l’aria è quasi assente e l’immobilità delle foglie restituisce un paesaggio talmente statico da sembrare una fotografia, quasi irreale, come un’immagine sospesa. È proprio in questo contesto che ho potuto osservare con maggiore evidenza queste problematiche.
Alcune specie risultano più sensibili di altre a questa problematica e i fenomeni si manifestano con modalità diverse a seconda della stagione. In primavera, le patologie fungine sono spesso legate a eccessive piogge e ristagni idrici; in estate, invece, entrano in gioco condizioni di irrigazione associate a caldo umido, che possono favorirne la persistenza.
Quando le temperature sono eccessive, le irrigazioni non sempre sono benefiche per le piante; soprattutto quando la temperatura è elevata, è necessario fare più attenzione, quindi è meglio irrigare di notte o al mattino molto presto, dare poca acqua e spesso, meglio poco e tutti i giorni. Per molte piante il caldo intenso rallenta naturalmente la crescita e un’irrigazione calibrata consente di mantenerle in equilibrio senza eccessi.
In estate il giardino non va in vacanza e continua a richiedere il nostro aiuto. Una manutenzione costante, una corretta gestione dell’acqua e piccoli interventi mirati permettono di preservarne la salute e di ritrovarlo al meglio quando le temperature torneranno più miti.

Gli arbusti protagonisti della piena estate, a mio avviso, rimangono la Lagerstroemia e l’Hibiscus syriacus. In questo periodo sono stracarichi di fiori, richiedono una sola potatura all’anno e sopportano bene sia il caldo intenso sia il freddo invernale. Una volta ben radicati, dopo i primi anni di attecchimento, nella maggior parte dei casi si accontentano delle precipitazioni naturali.
Non bisogna mai considerare gli arbusti come elementi secondari o di scarso valore; al contrario, rappresentano una componente fondamentale del giardino e, in una progettazione equilibrata, dovrebbero occupare almeno il 30% dello spazio vegetato.
Altre piante interessanti per l’estate sono le graminacee a fioritura precoce: a luglio abbiamo in fiore molti Penniseti, tra i quali il mio preferito, il Pennisetum macrourum, che in abbinamento a echinacee, rose e perovskie crea angoli estivi molto piacevoli.

Il giardino può attraversare momenti difficili: il caldo intenso, le grandinate estive, le malattie fungine che possono compromettere alcune piante. Le avversità fanno parte del ciclo naturale e non devono scoraggiare, anzi, renderanno più forte il nostro giardino. Ogni difficoltà diventa un’occasione per osservare, capire e intervenire con maggiore consapevolezza: le cose spiacevoli accadono, ma si superano, imparando dagli errori, miglioriamo e impariamo anche ad accettare un destino diverso.
Con il suo ritmo lento, il giardino ci invita a guardare oltre ciò che appare in superficie. Ci educa alla pazienza, all’osservazione e al rispetto dei tempi della natura. È una scelta che richiede cura e presenza, ma che restituisce molto: se il giardino ha bisogno di noi, anche noi, spesso senza rendercene conto, abbiamo bisogno di lui.
Anna


